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IL SILENZIO DELL'INDIFFERENZA E LA MASCHERA DELL'IPOCRISIA

Luigi Russo
 
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INTRODUZIONE
Il libro descrive ed affronta situazioni, circostanze, ed aspetti sociali che indignano lo stato d'animo collettivo; evidenziando ingiustizie, soprusi, inganni, truffe e malcostumi ricorrenti che affliggono e corrodono la nostra Società.

Tutte le storie presenti, sono raccontate con assoluto spirito imparziale e senza alcun condizionamento di sorta.  Pur essendo temi e situazioni di grande impatto socio-culturale, le storie narrate, cercano di  rimanere quanto più neutrali possibili e senza marcare questo o quell'altro interesse o argomento portante.

Proprio in riferimento al contenuto di questo mio libro ed alle ragioni che mi hanno spinto a scriverlo; credo sia opportuno che conosciate il mio pensiero:

Sono profondamente convinto che il PREFERENZIALISMO (con le sue conseguenti ed inevitabili corsie preferenziali), la CORRUZIONE, il CLIENTELISMO, comportamenti di FACCIATA ed una buona grande dose di INIQUITA' e DISEGUAGLIANZA sociale, abilmente conditi con SPUDORATA IPOCRISIA (molte volte, allo stato puro); sta letteralmente scomponendo il senso di civiltà e di evoluzione, devastando i rapporti sociali e deragliando gli individui verso LA SFIDUCIA quasi totale sulle istituzioni e la rassegnazione alle continue ingiustizie. Una volta, si diceva: DAI A CESARE QUEL CHE E' DI CESARE; oggi, sono portato a pensare che valga il modo di dire: DAI A QUESTO PERCHE' TI GARANTISCE QUEST'ALTRO (alla faccia di diritti e tutele)

copertina libro cartaceo
VERSIONE CARTACEA 2016

Costo: 12,99 euro / Pagine 174

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COMMENTO DEI LETTORI INVIA IL TUO COMMENTO
Marco ha commentato il 18-02-2015:
Ho letto un po di cose e mi è piaciuto davvero molto
stella-votostella-votostella-votostella-voto
 
Applin ha commentato il 22-09-2014:
Davvero interessante, mette l'accento su una serie di situazioni, eventi, accadimenti, che spesso passano, purtroppo, inosservati agli occhi dei più
stella-votostella-votostella-voto
 
 

ARGOMENTO: Benzinai furbetti o distratti?

Tutti quanto noi, siamo ben consapevoli degli aumenti stratosferici che il carburante (una risorsa sicura e di massa, da cui potere attingere per qualsiasi necessità economica di questo o quell'altro Governo) sta subendo in questi ultimi periodi (per i motivi più diversi ma non proprio così trasparenti) dei balzelli quasi incontrollati. Se però ci si mettono anche i benzinai: allora, oltre i nostri portafogli, ci rimettono anche i nostri salvadanai. Una di queste sere infatti, dopo le 20 (quindi dopo l'orario di chiusura), mi fermo in una area di servizio per fare 10 euro di gasolio. Prima di erogare, controllo il prezzo al litro nel display digitale dell'erogatore e poi faccio le mie dieci euro. Mentre rifornivo però, mi sono andati gli occhi sul cartello mobile che i gestori mettono accanto alla pompe, per informare gli automobilisti, che durante il self-service e quindi anche dopo la chiusura del servizio, viene praticato un ulteriore sconto di 10 centesimi al litro (variabile a seconda della pompa e del gestore). L'indicatore sulla pompa però, dava il prezzo al litro come servito; senza applicare l'ulteriore sconto di 10 centesimi al litro. Prendo nota degli importi e vado via. La mattina dopo, faccio notare la cosa al gestore, che con assoluta pacatezza e un pizzico (ma mi sono limitato di molto nel quantificarla) di superbia, mi risponde che i 10 centesimi di sconto per il self-service sono calcolati in automatico dalla pompa! e non compaiono nel prezzo al litro! indicato nel display. Non potevo credere alle mie orecchie: come poteva essere possibile una cosa del genere?, in automatico...?, e come?, con quali criteri...? E la matematica allora a cosa sarebbe servita in questa strana operazione di calcolo?.
Ora, su ogni automobilista che si riforniva di 10 euro di carburante, non venivano conteggiati i 10 centesimi al litro. Su un numero virtuale di 50 automobilisti che effettuavano rifornimento (calcolando 10 euro ad auto-mobilista), ben 60 centesimi ad auto erano conteggiati in eccesso, che per 50 auto fa 30 euro (calcolando soli 10 euro ad auto!!). Con questo sistema, quanti euro ipotetici vengono sottratti agli automobilisti disattenti?. Allora, quando vi fermate presso una stazione di carbu-rante, prestate bene attenzione a cosa dicono i cartelli
esposti e cosa indica il display dell’erogatore. Come ho reagito a questa constatazione?: oltre natural-mente ad indignarmi ed a rendermi conto che dovunque e per qualunque cosa ci si orienti, è sempre necessario tenere la soglia di attenzione elevata e ben vigile; non sono più andato (ho evitato anche di passarci a fianco) in quel distributore (naturalmente non prima di avergli detto cosa pensavo del suo operato)ed ho suggerito a tutte le persone a me vicine, di prestare la massima attenzione ai cartelli, ai display e, conseguentemente ai conti che non tornano!
 

ARGOMENTO: Prezzi arrotondati ai 99 centesimi di euro: ecco i perchè

E' sufficiente osservare la vetrina di un negozio o semplicemente recarsi in un qualsiasi supermercato o centro commerciale per ritrovarsi immersi in una marea di cartellini di prezzi, pieni di numeri nove: 0,99/ 9,99/ 49,99 e così via. Se pensate che ci possa essere una seria e costante motivazione per mettere in atto una vera e propria strategia di marketing, non vi sbagliate affatto. Il fatto di mettere un prezzo arrotondato (si fa per dire) ai 99 centesimi precedenti (anzichè come suggerirebbe la logica: al centesimo successivo), deriva dalla analisi che la nostra mente effettua su quelle porzioni numeriche. Il nostro cervello infatti; analizza ed evidenzia la prima cifra del prezzo (esempio: 9 euro e non 99 centesimi) e non le successive dopo la virgola, classificandole secondarie e di importanza non rilevante. Di conseguenza, fornisce la sensazione che il prezzo sia di 9 euro (annullando così, il centesimo che lo separa dai 10 euro) e spingendoci a credere che quello sia un affare!. Fateci caso, scrivete due cartellini con due prezzi: 9,99 e 10,00. Ora pensate che dietro a quei due prezzi, ci sia l'oggetto desiderato; quale scegliereste?. Ecco, sicuramente la vostra scelta cadrà su quello con i due nove finali. Questo lo sanno bene le grandi catene di distribuzione ed i grandi marchi, che di questo meccanismo hanno ormai fatto il loro cavallo di battaglia. Questo meccanismo viene ampiamente sfruttato in molti servizi online (gli store digitali ad esempio, o i siti di e-commerce), dove per scaricare, ad esempio, un brano musicale viene chiesto un importo di 0,99 centesimi; dando la percezione di non arrivare all'euro pieno (la differenza è di solo 1 centesimo, e quasi del tutto impercettibile). C'è un altro dato che salta all'occhio però, analizzando i vari beni venduti con questo stratagemma. Il dato rappresenta la diversificazione dei prezzi inerenti i beni di prima necessità (come il pane, lo zucchero, le passate) e quelli non indispensabili. Evidentemente, i beni non necessari devono essere resi più appetibili, proprio perchè superflui on non fondamentali. Un altro meccanismo perverso si aggiunge però a questo stratagemma (e che a mio avviso, azzera quasi sempre il centesimo risparmiato). Moltissime volte infatti, il centesimo di resto non viene affatto dato alla cassa (come ampiamente segnalato in questo mio articolo) e, cosa ancor più grave, non viene nemmeno preteso da chi compra!.

 

Non fatevi distrarre dai 99,99 euro accattivati, ben messi in evidenza, accanto ad un bene ambito!: ricordate che quel bene costa verosimilmente ben 100 euro!

 

 

ARGOMENTO: Mendicanti molesti e finte Onlus

Chiedere l’elemosina è sicuramente un atto che contraddistingue uno status di povertà estrema e di grave indigenza. Tutti noi, particolarmente in momenti di grande crisi e disagio sociale, come quello attuale, siamo molto sensibili ed attenti a questo dramma Umano, mettendo a loro disposizione la nostra partecipazione e solidarietà. Spesso però, il nostro senso civico e di umana carità, viene carpito in malafede e strumentalizzato per alimentare risorse e disponibilità nei truffatori e malintenzionati. Chiedere l’elemosina è ormai una situazione talmente persistente e radicata nel nostro tessuto sociale che è sufficiente muoversi in qualsiasi contesto pubblico per rilevarla e confrontarsi con le sue molteplici e diversificate modalità di esecuzione. Spesso però, si incontrano mendicanti ed indigenti che mettono in atto comportamenti ambigui e di dubbia fonte Cristiana. E’ frequentissimo infatti imbattersi in: Donne adagiate sui gradini di accesso, accanto alle scale mobili o agli androni di grandi centri commerciali e supermercati; Donne sdraiate a terra, nei pressi delle entrate di ASL e di Ambulatori pubblici che, apprestandosi ad allattare il proprio figlioletto (almeno questo è quel che sembra), chiedono l’elemosina alle Persone che vi si recano per effettuare visite specialistiche o prenotare analisi cliniche;
Persone appoggiate alle vetrate di negozi e supermercati che, con l’intento di facilitare l’accesso ai carrelli per la spesa, porgono la mano in segno di carità; Donne che stazionano nei pressi delle aree dei parcheggio di discount ed ipermercati, che, con la richiesta di aiuto nel caricare le buste della spesa nel bagagliaio dell’auto, chiedono un aiuto economico per sfamarsi o per avere una consumazione nel vicino bar del centro; Persone che si aggirano all’interno dei parcheggi di ospedali e pronto soccorso che, mostrandoci il parcheggio libero più vicino ed accessibile, chiedono una offerta per il loro sostentamento. Quello che fa indignare però ; non è l’atto in se e per se di come ed in che modo chiedere l’elemosina (atto Cristiano di carità e solidarietà Umana), ma di come questo gesto di grande valore umano, viene interpretato e strumentalizzato da mendicanti che hanno come scopo finale, solo quello di approfittarsi e di trarne profitto in modo fraudolento e molesto. Ad esempio, ci si può imbattere nelle seguenti situazioni ambigue, che provocano un certo risentimento ed una certa indignazione: Si viene avvicinati da persone che chiedono qualche moneta per procacciarsi un pasto caldo da mandar giù per affrontare almeno la giornata corrente. Quando però, si risponde loro: chiedendogli se preferiscono un panino o una pizzetta con una bottiglietta d’acqua!; e si riceve come risposta la richiesta tassativa di 1 euro, rifiutando quindi palesemente l’offerta di un pasto e di una bibita; si comincia a pensare allora che la motivazione principale non sia affatto quello di sfamarsi ma quella di far cassa! Si viene avvicinati da persone che ti chiedono l’elemosina venendoti dietro (quasi ad inseguendoti) sino al parcheggio dove si è lasciato il veicolo e fermandosi a curiosare anche osservando ciò che hai comprato e come riponi la spesa nel bagagliaio, si comincia ad avere l’impressione di un comportamento sospetto o non proprio corretto! Si viene avvicinati da persone che ti porgono la mano per ricevere una tua offerta e, una volta depositate le poche monetine (molte volte, pochi centesimi) che ti ritrovi in tasca; ci si sente chiedere almeno 50 centesimi; si comincia a pensare che quella richiesta non sia proprio elemosina ma una sorta di quota fissa stabilita a priori, che dimostra sicuramente la cattiva fede e la prepotenza di chi la chiede! Si viene avvicinati da donne che, facendosi vedere con in braccio un neonato o un bambino piccolo, facendo leva sul nostro senso di solidarietà e di probabile genitore, chiedono soldi per comprare latte o vestiti a quella piccola creatura; rispondono alla nostra mancata donazione (molte volte, non si hanno nemmeno 60 centesimi utili a prendere un caffè) con espressioni colorite (espresse nella loro lingua madre, quindi incomprensibile ai più) o, più volgarmente, si viene apostrofati con termini assolutamente offensivi e privi di qualsiasi forma di rispetto! Purtroppo, questo metodo molesto e fastidioso di chiedere solidarietà, non è sicuramente il solo. A questo infatti, si aggiunge il comportamento truffaldino messo in atto da fantomatiche Associazioni no profit, (che nulla hanno a che vedere con le vere Onlus) che con la scusa di effettuare raccolte per beneficienza o per nobili cause, ingannano tutti noi facendo leva proprio su ciò che vi è di più intimo: la sensazione di impotenza nei confronti di chi soffre ed il senso di altruismo che contraddistingue la grande fede religiosa delle persone più sensibili. Elenco di seguito le motivazioni più ricorrenti fornite da queste finte ONLUS: Beneficienza a persone malate Assistenza a persone bisognose Adozione a distanza (anche di animali). Sostegno a persone che devono recarsi all’estero per affrontare un delicato e costoso intervento chirurgico Acquisto di strumenti di supporto per disabili Nella maggior parte dei casi (escluso le vere Onlus che da sempre si battono per i diritti dei più deboli), i destinatari di queste raccolte; non sanno nulla o addirittura non esistono affatto.

Ecco infatti i risultati ottenuti da Carabinieri e Polizia a tal riguardo: Scoperta un’organizzazione che operava stabilmente in ben 35 province e 93 Comuni; che si presentava porta a porta, tramite i suoi adepti, che si spacciavano come volontari di associazioni benefiche, con lo scopo di aiutare bambini malati oncologici. Sventata dai carabinieri, una truffa dove alcune persone chiedevano un contributo economico per una ragazza tredicenne (che era allo scuro di tutto affetta da una grave patologia alla spina dorsale. Scoperti dalla Polizia, due ragazzi di 21 e 24 anni, a chiedere donazioni all’interno di un centro commerciale, indossando giubbotti catarifrangenti, rilasciando false ricevute attestanti le donazioni Ci sono poi quei casi ancora più subdoli di false Onlus che mettono in atto veri e propri meccanismi complessi per evadere il fisco, nascondendo raggiri e loschi traffici dietro la apparente sembianza di associazioni senza scopo di lucro come: Centri sportivi, agriturismi, locali per scambisti, ristoranti, centri per la cura di animali domestici, palestre e perfino il redditizio mercato del sesso. Tutto questo, cagionando un incalcolabile danno verso tutte quelle Associazioni che lavorano onestamente e con grande spirito di sacrificio ed instaurando una sorta di diffidenza e di timore tra tutte le Persone che hanno sempre contribuito al sostentamento dei bisognosi, dei malati e dei più deboli.
 
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